IMANA NI NZIZA

Accueil » Méditations » Diciannovesima Domenica del Tempo Ordinario, anno B: Commento

Diciannovesima Domenica del Tempo Ordinario, anno B: Commento

Catégories

NOTES AUX VISITEURS

Vous qui visiterez ce blog, vous y trouverez beaucoup de choses qui vous aident à améliorer vos connaissances en matière de vie spirituelle. Nous ne doutons pas que vous en ayez beaucoup d’autres à partager avec nous . Au cas où vous constateriez une erreur (ce qui n’est ni envisagé ni souhaité) vous êtes priés de nous le signaler. Au cas où vous n’en trouveriez aucune, votre contribution reste toujours la bienvenue.

Appelez au numéro qui vous est donné ou écrivez à l’adresse qui vous est indiquée ci-après pour plus d’informations :

Tél: +39.3774566710 ou +25779878480
e-mail: yohani.karabudiyo@gmail.com


LE LETTURE

  • 1 Re 19,4-8
  • Salmo 33 (34) 2-3, 4-5, 6-7, 8-9
  • Efesini 4,30-5,2
  • Giovanni 6,41-51

IL COMMENTO

Cari fratelli e sorelle,
Leggendo il Vangelo di oggi, abbiamo sentito che Gesù ha detto ai Giudei questo: “Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.” (Gv. 6,45). I Giudei avevano contestato contro Gesù quando egli ha detto : “Io sono il pane disceso dal cielo.” (Gv. 6,41). Essi avevano obiettato dicendo che di lui conoscevano il padre e la madre. Non capivano come egli potesse dire: “Io sono il pane disceso dal cielo.” (Gv. 6,41). Ecco perché Gesù risponde dicendo: “Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui viene a me”. Possiamo porci questa domanda: ma non avevano mai udito il Padre? Leggendo la Bibbia, sappiamo che Dio ha parlato a Mosè e a tutto il popolo dei Giudei. Come mai non vengono a Gesù?
Prima di dire che essi hanno udito il Padre o no, fissiamo la nostra attenzione su questa realtà: in questo brano del Vangelo che abbiamo letto, l’Evangelista non dice “i discepoli di Gesù” o “la folla”, ma dice “i Giudei”. Egli dice : “Intanto i Giudei mormoravano di lui…” (Gv. 6,41).
Secondo alcuni esegeti, questa espressione “i Giudei” può riferirsi ai capi del popolo che erano ostili a Gesù. Sono stati loro a mormorare contro Gesù. Se l’Evangelista dicesse “i suoi discepoli”, si potrebbe pensare a tutte le persone che avevano l’abitudine di ascoltarlo, o che, almeno, accettavano il suo insegnamento. Se dicesse “la folla”, si potrebbe pensare ai suoi discepoli insieme alla gente. Magari ci sarebbe qualche persona che non ha mormorato. Ma ha detto “i Giudei”. Negli altri brani, parlando dei Giudei, i quali affermavano che Dio è loro Padre, Gesù rifiuta questo dicendo che se Dio fosse loro Padre, certo lo amerebbero, perché da Dio è uscito e viene. (Gv. 8,42). Da ciò, capiamo dunque che, chi ha ascoltato il Padre deve ascoltare anche il Figlio, e chi ha Dio come Padre deve avere Gesù come fratello, deve dunque amarlo e ascoltarlo. I Giudei non hanno dunque udito il Padre e non si sono lasciati istruire da Lui.
Ma che cosa insegna il Padre? Insegna che Egli stesso fa vivere. Per vivere, uno deve ascoltare la sua Parola e metterla in pratica. La Parola si è incarnata nella persona di Gesù. Si deve ascoltare Gesù Cristo. Questi diventa anche il pane disceso dal cielo, cioè venuto da Dio. Leggendo il libro dell’Esodo, vediamo che ogni giorno Dio dava il cibo al suo popolo per mano di Mosè, mentre questo suo popolo camminava andando nella Terra Promessa. Dio disse a Mosè: “Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi…” (Es. 16,4) Vediamo anche che “La casa di Israele la chiamò manna.” (Es. 16,31). Ecco perché anche noi preghiamo ogni giorno dicendo: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano.” Dicendo così, domandiamo a Dio di farci vivere ogni giorno. Tutto ciò che Dio ha fatto per la casa di Israele era una prefigurazione di ciò che avrebbe fatto per il Nuovo Israele, cioè la Chiesa. Chiunque si lascia istruire dal Padre può ricevere il pane datogli da Lui, cioè il suo proprio Figlio, Gesù Cristo. Infatti, questi dice: “non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi da il pane dal cielo, quello vero.” (Gv. 6,32). Dice altrove: “…il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.” (Gv. 6,51). Così ogni giorno, prima della comunione, recitiamo il Padre Nostro per ricordarci che colui che stiamo per ricevere è il pane disceso dal cielo, il nostro Fratello, e che siamo anche noi fratelli e sorelle. Siccome condividiamo lo stesso pane disceso dal cielo, dobbiamo rinunciare ad ogni genere di divisione. A questo punto, raggiungiamo ciò che ci è stato detto nella seconda lettura: “Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. (Ef. 4,31-32).

Isakaramentu ryeranda

Come ricevere dunque il pane quotidiano?
L’abbiamo già detto: per ricevere degnamente il pane disceso dal cielo, bisogna avere la fede, la speranza e la carità. Dio ha insegnato così anche nell’Antico Testamento. (Es. 20, 1-17; Dt. 5,1-22). Che cosa mancava ai Giudei? La fede e la carità. Se avessero avuta la fede, avrebbero creduto in tutto ciò che Dio loro aveva detto, promettendo di mandare il suo Figlio. Avrebbero ascoltato i profeti. Se avessero avuto la carità, avrebbero ascoltato Dio Padre e il Figlio. Lo vediamo anche nella vita: colui che è amato è anche ascoltato. Anche se non si capisce nulla di ciò che egli è o di ciò che egli fa, si cerca sempre di capire e si chiede per averne la luce. I Giudei non hanno voluto fare questo.
Avendo parlato di ciò che è accaduto ai Giudei, torniamo in noi stessi e facciamoci questa domanda: se io fossi stato uno dei Giudei in quel momento, come mi sarei comportato? Avrei creduto a ciò che diceva Gesù? Ci credo adesso? Ritengo che l’Eucaristia è importante nella mia vita? Amo Gesù da poter ascoltarlo con la massima attenzione? Dopo averlo ricevuto nell’Eucaristia, mi comporto di conseguenza? Cari fratelli e sorelle, cerchiamo di trovare la risposta giusta, di continuare a fare ciò che avremo trovato di buono e a rinunciare a ciò che avremo trovato di male.

Vi auguro tutti Buona Domenica!


Un commentaire

  1. […] Diciannovesima Domenica del Tempo Ordinario, anno B: Commento […]

    J'aime

Répondre

Entrez vos coordonnées ci-dessous ou cliquez sur une icône pour vous connecter:

Logo WordPress.com

Vous commentez à l'aide de votre compte WordPress.com. Déconnexion /  Changer )

Photo Google

Vous commentez à l'aide de votre compte Google. Déconnexion /  Changer )

Image Twitter

Vous commentez à l'aide de votre compte Twitter. Déconnexion /  Changer )

Photo Facebook

Vous commentez à l'aide de votre compte Facebook. Déconnexion /  Changer )

Connexion à %s

Ce site utilise Akismet pour réduire les indésirables. En savoir plus sur la façon dont les données de vos commentaires sont traitées.

Le Symbole de Nicée-Constantinople

Πιστεύμεν εἰς ἕνα θεὸν πατέρα παντοκράτορα, ποιητὴν οὐρανοῦ καὶ γῆς, ὁρατῶν τε πάντων καὶ ἀοράτων. καὶ εἰς ἕνα κύριον Ἰησοῦν Χριστόν, τον υἱὸν τοῦ θεοῦ τὸν μονογενῆ, τὸν ἐκ τοῦ πατρὸς γεννηθέντα πρὸ πάντων τῶν αἰώνων, φῶς ἐκ φωτός, θεὸν ἀληθινὸν ἐκ θεοῦ ἀληθινοῦ, γεννηθέντα, οὐ ποιηθέντα, ὁμοούσιον τῷ πατρί, δι’ οὗ τὰ πάντα ἐγένετο· τὸν δι’ ἡμᾶς τοὺς ἀνθρώπους καὶ διὰ τὴν ἡμετέραν σωτηρίαν κατελθόντα ἐκ τῶν οὐρανῶν καὶ σαρκωθέντα ἐκ πνεύματος ἁγίου καὶ Μαρίας τῆς παρθένου καὶ ἐνανθρωπήσαντα, σταυρωθέντα τε ὑπὲρ ἡμῶν ἐπὶ Ποντίου Πιλάτου καὶ παθόντα καὶ ταφέντα καὶ ἀναστάντα τῇ τρίτῃ ἡμέρᾳ κατὰ τὰς γραφάς, καὶ ἀνελθόντα εἰς τοὺς οὐρανούς, καὶ καθεζόμενον ἐκ δεξιῶν τοῦ πατρός, καὶ πάλιν ἐρχόμενον μετὰ δόξης κρῖναι ζῶντας καὶ νεκρούς· οὗ τῆς βασιλείας οὐκ ἔσται τέλος. Καὶ εἰς τὸ πνεῦμα τὸ ἁγιον, τὸ κύριον, τὸ ζωοποιόν, τὸ ἐκ τοῦ πατρὸς ἐκπορευόμενον, τὸ σὺν πατρὶ καὶ υἱῷ συμπροσκυνούμενον καὶ συνδοξαζόμενον, τὸ λαλῆσαν διὰ τῶν προφητῶν. Εἰς μίαν, ἁγίαν, καθολικὴν καὶ ἀποστολικὴν ἐκκλησίαν. ὁμολογοῦμεν ἕν βάπτισμα εἰς ἄφεσιν ἁμαρτιῶν, προσδοκῶμεν ἀνάστασιν νεκρῶν καὶ ζωὴν τοῦ μέλλοντος αἰῶνος. ἀμήν.

%d blogueurs aiment cette page :